Smart Working: non solo per il coronavirus

Smart Working: non solo per il coronavirus 7 Marzo 20201 Comment

Sviluppatore web professionista con esperienza pluriennale nella realizzazione di siti internet. Lavoro per migliorare la comunicazione on-line di hotel, ristoranti, agenzie immobiliari, liberi professionisti e non solo.

In questi giorni di contagi da COVID-19 (AKA coronavirus) si fa un gran parlare di smart working. Sono contento che anche l’Italia si sia finalmente resa conto che si può lavorare perfettamente anche senza orari e luoghi di lavoro prefissati.

Dispiace pero’ che ci sia voluto un virus per prendere coscienza che lo smart working può effettivamente essere una modalità di lavoro assolutamente praticabile e che anzi andrebbe praticata sempre di più.

Si perché lo smart working e’ una cosa seria, non e’ uno strumento usa-e-getta per limitare il contatto tra le persone. Non vorrei che passata l’emergenza coronavirus in Italia, ci si dimenticasse dello smart working per tornare alla vecchia cara, ‘professionale’, modalità di lavoro in ufficio.

Come molti altri programmatori, anche io lavoro già da diversi anni in modalità smart e mi trovo costantemente a dover argomentare che ‘senso ha’ lo smart working e perché un’azienda dovrebbe ‘fidarsi’ (giuro, dicono cosi) a far lavorare un programmatore da casa.

Tralasciando altre aberranti affermazioni sullo smart working, e’ bene capire che ormai nel mondo sempre più aziende si affidano a soluzioni di questo genere: lavoro remoto, telelavoro, lavoro agile, chiamatelo come volete ma non e’ una moda e’ già una realtà e noi (Italia) stiamo rimanendo drammaticamente indietro.

Perché ci si dovrebbe affidare a modalità di lavoro smart?

  1. Il lavoro da remoto e’ aumentato del 140% dal 2005 – o sono tutti impazziti oppure un motivo ci sarà!
  2. 1 impiegato su 3 e’ disposto a lavorare da remoto se potesse
  3. I lavoratori in regime smart sono il 13% più produttivi delle loro controparti
  4. Lavorare da casa conviene al lavoratore – permette di risparmiare sui trasporti, il cibo, i vestiti, la cura della casa e della famiglia, per non parlare del risparmio di tempo per gli spostamenti casa-lavoro e lavoro-casa.
  5. Lavorare da casa conviene all’azienda – meno lavoratori in ufficio significa spazi ridotti (quindi affitti più bassi), meno attrezzature, meno arredamenti, ecc
  6. Il 63% dei lavoratori e’ convinto che la giornata di 8 ore scomparirà
  7. Il lavoro da remoto conviene all’ambiente – consentirebbe di ridurre le emissioni di CO2 di almeno 54 milioni di tonnellate l’anno

fonte: https://remotebliss.com/remote-working-statistics-and-trends/

Queste erano solo alcune considerazioni sul lavoro da remoto, a cui se ne potevano aggiungere molte altre.

Parlando poi di realizzazione siti internet, lavorare in modalità smart permette ad un programmatore freelance come me di essere più produttivo e più flessibile.

Questi vantaggi a loro volta si riversano sui miei clienti: più produttività vuol dire ottenere un lavoro migliore in tempi più brevi; più flessibilità significa poter apportare modifiche anche urgenti pressoché in qualsiasi momento, riducendo ulteriormente i tempi di sviluppo.

Tutti questi vantaggi sommati tra loro portano ovviamente anche a tariffe più convenienti perché i costi fissi del programmatore sono molto ridotti e i tempi di sviluppo sono minori a quelli cui sono incatenate le agenzie web o di comunicazione.

Ti lascio con questo bel manifesto, da leggere in modalita’ smart, ovviamente 😉

Sviluppatore web professionista con esperienza pluriennale nella realizzazione di siti internet. Lavoro per migliorare la comunicazione on-line di hotel, ristoranti, agenzie immobiliari, liberi professionisti e non solo.

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